L’incredibile Becco di Rame

becco di rame«Cari piccoli miei vi racconto la mia incredibile storia…» disse papà Becco di Rame ai suoi piccolini..

Può forse sembrare l’inizio di una bellissima favola e in realtà lo è: è la storia, vera, di Ottorino, un’oca Tolosa (maschio) che vive nella fattoria di Alfredo e Gisella, sulle colline toscane, e del suo ingegnoso veterinario Alberto Briganti, che le ha salvato il becco con una protesi in rame.

Il dott. Briganti ha trasformato la storia di Ottorino in una fiaba per bambini che racconta la disabilità: cinque ore di intervento per un’operazione unica. Ora «Becco di Rame», diventato papà e pure leader del pollaio dopo averlo coraggiosamente salvato da una volpe, parla di disabilità e di riabilitazione, di ospedale e di operazioni.

Una favola che si conclude con «vedete piccoli miei, questo racconto dimostra come possa essere straordinaria ed emozionante la vita».

Ma per fortuna non finisce qui: Ottorino “Becco di rame” ha cominciato a visitare ed incontrare i bambini nelle scuole e negli ospedali pediatrici, per insegnare una grande verità: le prove che attraversiamo ci rendono più forti e le diversità non sono un limite ma possono trasformarsi in ulteriore forza e in nuove possibilità (riecheggia la frase di Simona Atzori pubblicata qualche articolo fa: i limiti sono solo negli occhi di chi ci guarda).

Pubblicizziamo allora con questo articolo la Fondazione omonima, Becco di Rame, creata per sostenere le realtà di sport per disabili sul territorio italiano, per curare e recuperare animali selvatici in difficoltà e il tentativo di Ottorino di diventare la futura mascotte alle Paraolimpiadi di Rio nel 2016, con il nome di “ Copperbeak”.

«Quando tutto sembra perduto, ci sono sempre nuove possibilità di rialzarsi»

“Becco di rame”

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