La verità vi farà liberi

In questi giorni, purtroppo, oltre alla febbre per l’IceBucketChallenge si assiste a un’altra moda: la violenza “santa”. Vi è un incremento delle notizie che denunciano con forza l’aggressività di un certo fondamentalismo islamico, oramai secondo i telegiornali non più geograficamente circoscritto all’infuori delle nostre case. Occupandomi di pedagogia non voglio ora espandere le mie considerazioni all’infuori della mia competenza, offrendo riflessioni politiche o giornalistiche. A me interessa capire cosa succede nel cuore degli uomini. Un certo tipo di determinismo – sono fatti così – e una certa classificazione dicotomica – “loro” vs “noi” – si fanno spazio nei pensieri degli uomini e quindi anche nei loro cuori a fronte di queste notizie. Questi fenomeni agriculture-21879_640alimentano la paura, uccidono la speranza che crede nel cambiamento delle situazioni e offuscano la responsabilità di ognuno per cambiare prima la visione del mondo e che si rifrange sulle azioni concrete. Una responsabilità altrimenti insopportabile per i più.
Per giustificare la mancanza di clemenza si dice che il frutto non cada tanto lontano dall’albero.
I detti hanno spesso ragione, ma si contraddicono fra loro anche. Ho notato che questo processo e queste tendenze, cioè l’aggrapparsi con tutte le forze all’impossibilità del cambiamento delle persone, affliggono anche le persone in riferimento alla propria storia familiare o personale.
Ecco allora è interessante cercare di capire quale aspetto possa mandare in cortocircuito tutto ciò: la verità. La verità, difficile da digerire perché fa rima con responsabilità, libera dai geni, libera dalla paura! Allora investiamo le energie per cercare la verità, non per temere e progettare vendette!

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