Progetto “mondi possibili”. La progettualità formativa

progettazione_casaNel mondo dell’educazione tutti conosciamo il valore della progettazione: G.F. Lanzara la definisce “un’attività di produzione di “mondi possibili”, di invenzione e realizzazione di artefatti materiali e simbolici, un’attività esplorativa e costruttiva volta alla ricerca e alla definizione di problemi” (In: G.F. Lanzara, Capacità negativa. Competenza progettuale e modelli di intervento nelle organizzazioni, il Mulino, Bologna 1993, p.104); per Lipari significa “operare con strumenti metodologici appropriati (entro un quadro di vincoli di obiettivi e di risorse definito) per delineare interventi di formazione dotati di variabile grado di complessità, finalizzati e orientati al conseguimento di risultati apprezzabili” (In: D. Lipari, Progettazione e valutazione nei processi formativi, Eduzioni Lavoro, Roma 1995, p. 89).

Potremmo citare tantissimi altri autori capaci di sottolineare l’importanza di un progetto ben fatto e ben costruito al fine di cercare raggiungere i nostri obiettivi e poter valutare poi la riuscita di quanto messo in atto. Tutto verissimo.
Progettare però non è così semplice,  si tratta infatti di attivare e gestire un processo che si articola lungo uno spazio di tempo e che contiene elementi diversi:

‐ un punto iniziale e un punto finale da raggiungere e da definire in elementi concreti (tant’è che bisogna a volte scomporlo in singole parti);
‐ strumenti e risorse da conoscere bene e da utilizzare al meglio;
‐ momenti di verifica, utili per rendersi conto di come sta progredendo il progetto, non solo di come si è svolto al termine, di ciò che sta succedendo strada facendo per autoregolare conseguentemente il progetto, in modo da integrare, correggere eventuali disfunzioni o variazioni, al fine di raggiungere sempre l’obiettivo finale.

Inoltre non è sempre possibile progettare tutto dall’inizio: strada facendo ci si può rendere conto che ci sono delle cose da modificare, quindi gli strumenti, le operazioni da compiere vanno scelte, organizzate logicamente nel tempo in relazione all’obiettivo finale.
I soggetti coinvolti in un progetto sono diversi: l’utenza diretta e indiretta, il committente, il progettista, chi mette in atto il progetto, chi tiene la contabilità ecc.. Più sono i soggetti e le competenze coinvolte e più aumenta la complessità e verosimilmente la difficoltà e l’errore comunicativo, e conseguentemente di gestione progettuale. Questa complessità va tenuta presente, non è un dettaglio insignificante: vanno tenute conto realtà, esigenze e competenze magari anche molto diverse tra loro.

Proprio a causa di questa complessità non sempre è così semplice capire da che parte iniziare o come costruire gli obiettivi. Non esiste una ricetta perfetta, ma possiamo senz’altro offrire alcuni schemi e strumenti utili per chi si occupa di educazione.

Qua sotto potete scaricarli, sperando possano davvero rivelarsi preziosi:

Progetto;
Formulazione obiettivi;
La valutazione;
Tabella limiti-risorse;
Trenta modi di insabbiare un progetto.

Buona progettazione!

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