Teen-Ness: l’adolescenza

Teen-ness_contradiction I

Quella fase precaria dell’esistenza che è l’adolescenza, dove l’identità appena abbozzata non si gioca come nell’adulto tra ciò che si è e la paura di perdere ciò che si è, ma nel divario ben più drammatico tra il non sapere chi si è e la paura di non riuscire a essere ciò che si sogna.

Umberto Galimberti

“Ti dico che non ti sopporto perché ti voglio bene..possibile che tu non lo capisca?” “Sono arrabbiato ma sono felice..sono confuso ma so chi sono..voglio andarmene ma voglio restare..e non dirmi che è colpa dell’adolescenza!”.
Sembra solo un insieme di contraddizioni: invece è solo “un dialogo primitivo, inconscio e rivelato tra amore e odio e tra un mondo giusto e uno ingiusto, che nelle menti degli adolescenti è continuamente replicato ed evoluto. Il loro umore fluttuante ne è il risultato.
Convivere con questi sbalzi d’umore può essere difficile per chi sta accanto agli adolescenti, a causa della loro lunaticità e del loro comportamento mutevole. (Luxmoore N., 2015)”
Anche per loro non deve essere facile: chiedono di essere ascoltati, ma il loro linguaggio è tutto tranne che verbale. Come interpretare i segnali tra i vari messaggi discordanti? Chiedono non tanto di essere capiti, ma di essere aiutati a capirsi. Non sanno cosa sta succedendo dentro di loro e spesso ciò che accade fuori non è di grande aiuto.
Come qualsiasi adolescente deve scendere a patti con il fatto che gli adulti che lo circondano sono sia “buoni” sia”cattivi”, sia “forti” sia”fragili”, sia “giusti” sia”ingiusti”, così gli adulti devono accettare che questo periodo della vita non può essere semplificato, che ciò che il ragazzo ci sta dicendo non può essere del tutto compreso forse perchè neanche lui sa cosa vorrebbe dirci.

Il conformismo può andare di pari passo con l’atteggiamento ribelle, mentre l’aperta spontaneità si alterna a un imbronciato. riserbo. Nell’arco di pochi minuti uno spirito di fiera indipendenza può cedere il posto ad una forma di dipendenza infantile. (Colemann)

L’adolescente estende il suo mondo e lo fa in modo improvviso: un equilibrio che si perde per poterne creare un altro.
Laddove c’è un adolescente spesso vi è un adulto in crisi: chi lavora ed ha a che fare con gli adolescenti deve cercare di imparare da loro a convivere con questi opposti. Sicuramente non è facile, ma ciò che ci viene richiesto è proprio di “stare” di fronte a loro, con e per loro.

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