Consigli per la lettura: educare alla parità di genere

Un libro può insegnare molto, soprattutto se letto insieme a un genitore o una figura di attaccamento o riferimento. Non è una questione d’età, non solo (ho visto ragazzi di 15, 16 anni che pregavano l’educatore di leggere qualcosa prima di andare a letto). Non è solo un modo per addormentarli. È il tempo dedicato, la cura, l’affetto che passa attraverso le parole e arriva dritto al cuore.

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Aperto come una ferita

Se si lavora con le persone, si lavora con la fragilità: è un dato di fatto. Il dolore fa parte dell’esperienza umana, una consapevolezza che tuttavia non lo rende in nessun modo più facile da affrontare e da gestire. Perchè anche l’educatore è fragile. Nasconde delle ferite, alcune più aperte di altre. Cosa possiamo fare quando il nostro dolore viene sollecitato prepotentemente da quello altrui?

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L’educabilitá dell’educatore

C’è chi cresce e chi fa tre passi indietro, chi semplicemente intraprende una strada diversa e se ne va, chi rimane fermo costretto a letto. La vita ti porta a ridefinire te stesso, così spesso che a volte c’è il rischio di perdersi. Tuttavia, c’è anche l’altra faccia della medaglia, quella che si insinua sotto le soglie della tua porta. Non te ne accorgi e spesso tra una corsa e l’altra, tra la fatica e la stanchezza, nei giorni trascorsi ad educare gli altri, ti dimentichi ogni tanto di riproporti la domanda più importante: Chi sei? Chi sei tu educatore? Cosa c’è nel tuo cuore? Cosa da senso e significato alla tua vita? Cosa porti dentro di te?

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Capaci senza valore

Seminario CAPACI SENZA VALORE Riconoscere e certificare le competenze nel sociale Venerdì 27 marzo 2015, a Milano presso L’”Enaip Lombardia”

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